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DESCRIZIONE

Nel quadro emerge un’immagine prevalentemente monocromatica su sfondo azzurro che rappresenta il santo di Assisi nell’atto di contemplare, in una sorta di visione mistica, il volto del Cristo morente. La scena centrale viene svelata pian piano, dall’alto, da due guide floreali variopinte, che sembrano aprire e chiudere un sipario di raggi dorati che completa il tutto.

Il tema della bellezza è sempre stato così caro al Santo che, più di una volta, è ricorso a tale aggettivazione nelle Laudes Creaturarum rivolgendola agli elementi simbolici dell’esistenza terrena. Così il Sole, la Luna, le stelle ed il fuoco vengono definiti propriamente “belli”, ed insieme a tutte le altre creature concorrono a cantare le Laudi di Dio.  

Anche la Morte, concretamente identificabile negli occhi ormai chiusi del Cristo, è considerata beata da Francesco, ma solo per chi non è in peccato mortale, per coloro cioè che hanno saputo contemplare la bellezza di Dio e porla al primo posto nella propria vita, proprio come ha fatto lui.

Ciò che colpisce maggiormente lo spettatore è la bellezza dello sguardo di Francesco: il suo voler abbracciare in toto la vita di Gesù, inebriarsi della sua essenza, si evincono dagli occhi spalancati del Santo, che sembrano attratti magneticamente dal volto, ormai disteso dopo atroci sofferenze, del Cristo. Rivolgiamo lo sguardo a Colui che abbiamo trafitto”,  scriverà lui stesso.

Ad avvalorare il profondo legame tra lo sguardo, il bello e l’amore, chiamiamo in causa le conoscenze della medicina del tempo, secondo cui esisteva una via di collegamento preferenziale tra gli occhi e il cervello, quest’ultimo identificato come la parte razionale e spirituale del corpo dell’uomo.

Sant’Agostino, inoltre, richiama nelle sue Confessiones i fedeli alla necessità di coltivare una “seconda vista”, alternativa a quella fisica e spesso causa di peccato, che permetta di sondare la realtà con gli occhi della mente, con la supervisione della sola anima, l’unica veramente in grado di poter ammirare la bellezza di Dio, nella gioia e nel dolore.